Quella passata è stata una settimana emotivamente intensa e io sono un po’ lenta a interiorizzare ogni cosa.
Lo scorso venerdì 26 giugno si è tenuto a Roma il reading dell’iniziativa Auroralia, di Gaja Cenciarelli (qui potete leggere il suo resoconto) di cui già ho parlato in precedenti post.
Ho fatto giorni di prove di lettura ad alta voce (con un bel mal di gola che mi ha preso così in simpatia che ancora non se ne va) e panico totale: erano solo 25 anni che non leggevo in pubblico e l’ultima volta, ora lo dico, fu al funerale dell’amica di cui parlo nel testo che dovevo leggere.
Ovviamente, non avrei mai pensato che, ancora una volta, ci fosse lei nelle mie letture pubbliche. Quando ho deciso di partecipare a quello che mi piace chiamare ‘cerchio di scrittura’, l’ho fatto per gioco, per sperimentarmi, mettermi in gioco e superare la timidezza dell’essere letti. Una sorta di pudore, forse.
La serata è stata incredibile. La ‘caciara’ ossia il caos iniziale è servito a stemperare un po’ la tensione. E’ stato bellissimo arrivare e vedere già parecchie persone fuori dalla libreria Flexi, e ancora di più rendersi conto riconoscevo i loro volti grazie alle immagini pubblicate sui profili di facebook.
E’ stata una serata di cultura, divertimento, emozioni e amicizie perchè la Donna volante (e volente) della foto e Gaja Cenciarelli hanno unito il loro mistero creando un cerchio emotivo, d’amicizia, tra persone per lo più sconosciute che hanno vissuto un’esperienza comune. E non è facile. La presentazione di Gaja è stata eccellente ma credo nessuno avesse dubbi al riguardo. I vari lettori si son susseguiti dando vere e proprie performance d’interpretazione semplicemente leggendo. Emozionante.
Credo che fino all’ultimo Gaja temesse la mia ritirata perchè sapeva bene delle mie difficoltà e del blocco legato alla lettura in pubblico.
Ok, tocca a me, un bel respiro e via!
Ricordati di andare piano, non correre, fai qualche pausa, ogni tanto alza gli occhi dal foglio e osserva chi ti ascolta. Ecco, ora comincia.
L’applauso finale è stato un sollievo. Credo però di essere uscita dalla sala in un nanosecondo nonostante i tacchi.
Ecco, questa per me era la mia Auroralia: scrivere, farsi leggere, leggere.
A fine serata l’ennesima sorpresa: Auroralia diventerà un libro. Più battesimo di così! Sarà edito da Zona editore verso ottobre-novembre salvo imprevisti.
Qualche post fa avevo parlato di come mi dispiacesse aver affrontato la cosa con leggerezza e non aver dedicato giusto 5 minuti in più per una rilettura ad alta voce e per sistemare la punteggiatura con cui, si sa, faccio a cazzotti. Ecco, ora sapete perchè: sarà la prima cosa che pubblico su carta o forse sarà l’unica. Chi lo sa…
Dopo la notizia della pubblicazione, essendo conclusa la serata, ho consegnato a Gaja un fascio di fiori da parte di tutti gli auroralici, vicini e lontani. Di quella serata mi restano due tipi di ricordi:
astratti- tante emozioni, il ricordo delle strette di mano, i baci e gli abbracci di persone che da mesi leggo in rete, l’aver affrontato la paura di leggere e mettersi in gioco, la consapevolezza che le foto pubblicate in rete sono solo la carta di presentazione e le persone sono molto, molto di più;
concreti: alcune foto fatte dall’esterno della sala (sì, c’era molta gente, posti a sedere subito esauriti, posti a terra esauriti, posti in piedi esauriti dentro e fuori dalla sala), l’anello con cui Cordula ha omaggiato ogni lettrice e infine, un paio di sandali i cui tacchi son sparsi tra i sanpietrini del centro!


Mi sono emozionata …
Ciao, Frivolajuliet! Grazie!
E’ stata una serata fantastica e oggi ho saputo che il 16 luglio si replica, ma questa volta i presenti leggeranno racconti non ancora letti.
Buona serata
Silvia
Wow, allora si prospetta un bel bis