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Vi ho parlato de Il cofanetto magico? Credo di aver accennato qualcosa nell’ultimo post. E’ uscito il primo numero di questa rivista on line in cui si parla di tutto ciò che riguarda la vita, le passioni, la salute, e tante altre cose.
Siamo pochi ma buoni. Per il numero di luglio ho scritto un articolo sulle differenze tra medicina tradizionale e terapie olistiche, un’intervista a Cynthia Collu, autrice di ‘Una bambina sbagliata’ e poi c’è l’intervista a Thomas Leoncini, giovane poeta.

Volete delle anticipazioni per il numero di agosto? Ok, ve lo dico.
Troverete un articolo sui chakra, l’intervista a Gaja Cenciarelli, ideatrice di Auroralia e per i più curiosi che hanno voglia di sperimentare, c’è un consiglio per vivere i colori in modo diverso. Insomma non solo da leggere ma anche qualcosa da provare.

C’è la possibilità di abbonarsi ai feed RSS per restare aggiornati e ogni mese ci sono anche due rubriche che di certo vi interessano: i sogni interpretati da Marni ed Esther che scrive Sexlife – Sexproblems che affronta le problematiche sessuali.

Non vi basta? Allora leggeteci perchè questo, è solo un assaggio di quello che potrete trovare!
E cosa si può volere di più, visto che tutto questo è gratis? Vi aspettiamo!

Il rientro a casa.

Stare lontani da casa per una settimana e senza internet comporta un rientro piacevole ma molto impegnativo.
Lavori e faccende domestiche arretrate, oltre 300 mail da spulciare (e non sono molte, pensavo peggio!), diversi racconti da leggere per il progetto “Racconti a quattro mani” di Remo Bassini, due racconti miei da sistemare, due articoli da scrivere per la nuova rivista on line Il cofanetto magico, tutta da leggere e da scoprire dove trovate anche alcuni articoli miei, le prove di lettura per il secondo reading di Auroralia di Gaja Cenciarelli di cui già vi ho parlato, che si terrà questa sera a Roma alle ore 20.30, in via degli Zingari, all’interno della manifestazione “L’insostenibile LEGGEREzza del libro” che mi vedrà alle prese con il racconto “Non sperava” dell’auroralica Paola Pioppi. Sono di fretta, si nota? ;oD
Buona giornata a tutti.

Addictions

Mi sto preparando per partire. Nonostante abbia un sacco di incombenze, mi trovo a passare molto tempo a scrivere e chi se ne frega del resto. Leggo, rileggo, leggo ad alta voce e controllo con più attenzione di quanta ne metterei solitamente. Scrivere è una dipendenza, in un certo senso, un’abitudine. L’altro giorno riflettevo sulle mie addictions e devo ammettere che sto peggiorando.
Ho smesso di fumare da quasi due anni ma altre dipendenze sono sorte anche se meno nocive per la salute.
Entrare in due negozi senza acquistare per me è ‘quasi’ impossibile: librerie e garden. Mi trovo a comprare libri e piante con un certo piacere. Non sono esagerata negli acquisti: uno, due libri per volta e altrettanto accade con le piante. Non compro sempre. Il punto è: dove mettere tutti i libri e come trovare il tempo per occuparsi di tutte le piante? Ci vuole costanza, molta, e solo ora mi sto educando all’impegno costante.
Se i primi si possono dimenticare in un angolo di casa una volta letti o chiudere in uno scatolone e mettere in ripostiglio (cosa che mi sa di sacrilegio!), non si può fare altrettanto con le piante. La sfida è tenerle in vita, farle rifiorire, vederle crescere, rinvasarle, dividerle, moltiplicarle.
Del resto poco m’importa. Non sono da scarpe e abiti firmati, devo averlo già scritto in passato. Ah sì, se devo essere sincera ho un’altra abitudine ed è la cioccolata, rigorosamente fondente: una tavoletta con il caffè (decaffeinato) dopo pranzo e dopo cena. Ma non smanio per comprarla.
Però se me la regalano…

Quella passata è stata una settimana emotivamente intensa e io sono un po’ lenta a interiorizzare ogni cosa.

Lo scorso venerdì 26 giugno si è tenuto a Roma il reading dell’iniziativa Auroralia, di Gaja Cenciarelli (qui potete leggere il suo resoconto) di cui già ho parlato in precedenti post.
Ho fatto giorni di prove di lettura ad alta voce (con un bel mal di gola che mi ha preso così in simpatia che ancora non se ne va) e panico totale: erano solo 25 anni che non leggevo in pubblico e l’ultima volta, ora lo dico, fu al funerale dell’amica di cui parlo nel testo che dovevo leggere.
Ovviamente, non avrei mai pensato che, ancora una volta, ci fosse lei nelle mie letture pubbliche. Quando ho deciso di partecipare a quello che mi piace chiamare ‘cerchio di scrittura’, l’ho fatto per gioco, per sperimentarmi, mettermi in gioco e superare la timidezza dell’essere letti. Una sorta di pudore, forse.

La serata è stata incredibile. La ‘caciara’ ossia il caos iniziale è servito a stemperare un po’ la tensione. E’ stato bellissimo arrivare e vedere già parecchie persone fuori dalla libreria Flexi, e ancora di più rendersi conto riconoscevo i loro volti grazie alle immagini pubblicate sui profili di facebook.
E’ stata una serata di cultura, divertimento, emozioni e amicizie perchè la Donna volante (e volente) della foto e Gaja Cenciarelli hanno unito il loro mistero creando un cerchio emotivo, d’amicizia, tra persone per lo più sconosciute che hanno vissuto un’esperienza comune. E non è facile. La presentazione di Gaja è stata eccellente ma credo nessuno avesse dubbi al riguardo. I vari lettori si son susseguiti dando vere e proprie performance d’interpretazione semplicemente leggendo. Emozionante.
Credo che fino all’ultimo Gaja temesse la mia ritirata perchè sapeva bene delle mie difficoltà e del blocco legato alla lettura in pubblico.
Ok, tocca a me, un bel respiro e via!

Ricordati di andare piano, non correre, fai qualche pausa, ogni tanto alza gli occhi dal foglio e osserva chi ti ascolta. Ecco, ora comincia.
L’applauso finale è stato un sollievo. Credo però di essere uscita dalla sala in un nanosecondo nonostante i tacchi.
Ecco, questa per me era la mia Auroralia: scrivere, farsi leggere, leggere.

A fine serata l’ennesima sorpresa: Auroralia diventerà un libro. Più battesimo di così! Sarà edito da Zona editore verso ottobre-novembre salvo imprevisti.

Qualche post fa avevo parlato di come mi dispiacesse aver affrontato la cosa con leggerezza e non aver dedicato giusto 5 minuti in più per una rilettura ad alta voce e per sistemare la punteggiatura con cui, si sa, faccio a cazzotti. Ecco, ora sapete perchè: sarà la prima cosa che pubblico su carta o forse sarà l’unica. Chi lo sa…
Dopo la notizia della pubblicazione, essendo conclusa la serata, ho consegnato a Gaja un fascio di fiori da parte di tutti gli auroralici, vicini e lontani. Di quella serata mi restano due tipi di ricordi:
astratti- tante emozioni, il ricordo delle strette di mano, i baci e gli abbracci di persone che da mesi leggo in rete, l’aver affrontato la paura di leggere e mettersi in gioco, la consapevolezza che le foto pubblicate in rete sono solo la carta di presentazione e le persone sono molto, molto di più;

concreti: alcune foto fatte dall’esterno della sala (sì, c’era molta gente, posti a sedere subito esauriti, posti a terra esauriti, posti in piedi esauriti dentro e fuori dalla sala), l’anello con cui Cordula ha omaggiato ogni lettrice e infine, un paio di sandali i cui tacchi son sparsi tra i sanpietrini del centro!

Prove di lettura.

Sto facendo le prove di lettura per l’evento di venerdì prossimo di Auroralia: come fossi piccola e al saggio di fine anno impacciata ed emozionata mi appresto a questa sorta di debutto. Ieri ho detto a due persone di questo appuntamneto: lei mi ha guardata con sufficienza come se stessi dicendo una stronzata, lui era visibilmente contento per me.

Manca solo una settimana. Non ho mai letto ad alta voce. Non amo la mia s troppo sibilante e non mi piace particolarmente ascoltare la mia voce. La lettura per me è un piacere interiore che non necessità di esternazioni. Ecco, potrei leggere davanti a tutti stando in silenzio e alzare gli occhi solo alla fine aggiungendo un semplice “Grazie!”.
Sarebbe di sicuro effetto. Sto imparando ora a leggere ad alta voce perchè per scrivere in modo musicale bisogna usare il suono delle parole come fosse musica. Allora mi sforzo nella lettura ad alta voce e in quella lenta. Leggere piano per me è un dramma. Ho come la sensazione di perdere tempo, di rallentare la storia e mi annoio. Prendo un libro, lo inizio, lo divoro sprofondando tra le pagine per due giorni così lo finisco.
Così mi piace leggere: in silenzio e veloce perchè tutto il resto, mentre leggo, non esiste.
E ora son qui, con circa una decina di libri da leggere e non ho ancora deciso quale mi rapirà per il we.

Ci sarò.

Negli ultimi post avevo parlato di Auroralia, l’iniziativa di Gaja Cenciarelli su una foto di J.N. Uelsmann. Ho parlato anche del mio essere incosciente e del non aver valutato minimamente che il racconto sarebbe stato letto e chissà che altro. Mi son buttata poi, visto cosa stava accadendo, mi son detta che se avessi speso qualche minuto di più avrei potuto fare meglio, forse.

Ecco svelato il mistero: il racconto “Astrale, terza a sinistra” scritto in un quarto d’ora circa alle sei di mattina prima di iniziare a imbiancare casa, sarà tra i racconti letti al reading di Roma. Ci sarò.

Locandina reading Auroralia

Locandina reading Auroralia

Intuito e spine.

Non ho ancora imparato a seguire sempre l’intuito. Ieri, nel pomeriggio, mi son messa a rinvasare le piante grasse dimenticando che avendo le spine, richiedono parecchio tempo per pulizia e rinvaso per non pungersi.
Mentre toglievo le piante, le dividevo e le rinvasavo, ho sentito l’impulso, o forse l’invito fortissimo a regalare un esemplare di echinocactus grusonii (detto anche ‘cuscino della suocera’ e con il senno di poi tutto è ancora più chiaro!) alla persona che avrei incontrato per la prima volta a cena. Chi era con me trovava decisamente bislacca l’idea di regalare una piccola pianta grassa per un primo incontro: un fiore fa di certo un altro effetto. Ho seguito l’invito, l’intuito, ho consegnato la pianta vedendo l’emozione per un dono che aveva un significato, per chi l’ha ricevuto, che andava ben oltre quel cuscino di suocera pieno di spine.
E in quell’istante ho visto la sensibilità, che fino a quel momento avevo solo intuito, brillare in un paio di occhi verdi.

Non ho fatto la stessa cosa con l’altra intuizione ricevuta in giornata che riguardava il mio abbigliamento. Tolgo il cartellino dai pantaloni ancora nuovi, li infilo e zac! si rompe la cerniera un minuto prima di uscire. Credo di non aver mai fatto un cambio d’abito completo, rapido quanto un cambio gomme Ferrari pur di non arrivare in ritardo all’appuntamento. Solo 5 minuti, un record!
Eppure ogni volta me ne dimentico: quando l’intuito dice di fare attenzione a una cosa non devo aspettare che “si compia” e poi dire “Caspita, lo sapevo”.

Ci vuole attenzione, anche in questo, come nel rinvasare piante grasse.

Aforisma S. Bambarén

Certi amici compaiono nella vita di ciascuno di noi, e se ne allontanano appena l’hanno attraversata.
Diventano dei veri amici, e condividono la nostra esistenza per un istante, lasciandosi dietro delle magnifiche impronte nella sabbia.
(Sergio Bambaren)

Dietro l’angolo.

Non sono vecchia ma ormai, secondo i canoni della società, sono adulta.
In vita mia ho avuto diverse volte la sensazione di aver aperto o chiuso dei cicli precisi, delle fasi contraddistinte da cambiamenti a volte netti, altre volte sfumati, quasi impercettibili.
In questi giorni, divisa tra mille novità, un’amicizia da chiudere, un’ospite attesa e la voglia di tornare a leggere e scrivere, mi do dell’incosciente. A volte mi butto nelle cose giocando con la semplicità di una bambina e poi seguo gli sviluppi con la bocca spalancata pensando: “Se solo avessi immaginato, se solo avessi dedicato qualche minuto in più”. Alla fine ci sono occasioni che capitano una volta nella vita, forse due, e magari non abbiamo avuto i mezzi per riconoscerle prima. A volte capisco perchè mi capita di sapere in anticipo fatti altrui e non i miei: mi rendo conto che se avessi delle premonizioni su alcune cose che mi riguardano, forse non avrei la leggerezza di lanciarmi in certe sfide. Godo di queste emozioni e il resto si vedrà, di fatto, quando si è a una svolta, non si sa cosa ci attende dietro l’angolo.

A Nefer

Come quell’enormi sfingi distese per l’eternità in nobile posa nel deserto sabbio, essi scrutano il nulla senza curiosità, calmi e saggi.
( Charles Baudelaire )

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